Unione Municipia - Motta Baluffi e Scandolara Ravara (Cremona)
 
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martedì 07 febbraio 2012
I Cordai di Castelponzone
Da "dritti" a proletari
di Glauco Sanga
I Cordai di Castelponzoni
A Castelponzone, nella bassa cremonese, non lontano dal Po, ci sono ancora quattro o cinque anziani cordai artigiani ultimi depositari di un mestiere cui si sono dedicate quasi per intero le ultime generazioni di castellini.
I cordai un tempo lavoravano la canapa mentre oggi lavorano fibre di recupero, i picàaì, fili di sisal usati per la levigatura dei covoni. Si rende ai contadini, in corda, il 20% del peso dei picàaì conferiti, il resto lo si rivende. È un lavoro destinato a morire perché oggi, nelle imballatrici, il sisal è sostituito da fibre di plastica, che non possono essere riutilizzate per far corda.
Un ristretto numero di cordai è esistito a Castelponzone anche in passato: compravano la canapa, facevano la corda e poi la vendevano direttamente a Cremona, Brescia, Parma, o nei grossi paesi agricoli(Casalmaggiore, Piadena), non sui mercati, ma a ferramenta, a droghieri, soprattutto a sellai, che poi provvedevano a rivenderla ai contadini delle campagne.
Fino alla seconda guerra mondiale a Castelponzone era un grosso centro di produzione della corda, fabbricata a domicilio da operai che lavoravano a cottimo.
I Cordai di Castelponzone I Cordai di Castelponzone I Cordai di Castelponzone
I Cordai di Castelponzone I Cordai di Castelponzone I Cordai di Castelponzone
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